QUESTIONI PARADOSSALI KARMICHE
Immaginate la scena:
Crotone, più di duemila anni fa.
Il grande filosofo Pitagora sta camminando per strada quando si imbatte in un uomo che picchia selvaggiamente un cagnolino.
I guaiti della povera creatura sono strazianti.
Pitagora non tira dritto.
Si ferma, interviene e pronuncia una frase che è rimasta scolpita nella storia:
"Smettila di picchiarlo! In lui ho riconosciuto l'anima di un caro amico defunto: ho sentito la sua voce nel suo lamento!".
Questo aneddoto, tramandato dal filosofo Senofane, non è solo una curiosità storica, ma il cuore pulsante del pensiero pitagorico.
Pitagora credeva fermamente nella metempsicosi, la trasmigrazione delle anime.
Per lui, la morte non era una fine, ma un nuovo inizio in una veste differente, e guai ad osare dire il contrario.
Pitagora sentiva che fosse la verità assoluta nascosta dietro il velo della realtà.
Ora però sorge un grave problema.
Qualcuno dovrebbe avvisare l’Universo che la Terra ha ufficialmente esaurito la capienza. Mi affascina l'idea della metempsicosi, ma credo che i sostenitori della reincarnazione non abbiano fatto i conti con il catasto.
Se davvero ogni creatura vissuta decidesse di tornare per un "secondo giro", ci ritroveremmo in un ingorgo metafisico senza precedenti.
Immaginate la scena: miliardi di anime in coda, dai dinosauri depressi agli ultimi acari della polvere, tutti in attesa di un corpo nuovo di zecca.
Il rischio reale è che, per mancanza di spazio e di "materia prima", la qualità delle rinascite crolli drasticamente.
Magari speravi di tornare come un nobile aquilotto reale per sorvolare le vette e ti ritrovi reincarnato in un batterio dello yogurt in offerta 3x2 al supermercato, con un’aspettativa di vita di circa dodici minuti prima di finire nello stomaco di qualcuno.
Siamo troppi, e lo spazio vitale è quello che è.
Di questo passo, per evitare il sovraffollamento, l'amministratore del condominio universale inizierà a chiederci di condividere i corpi o di accontentarci di ruoli marginali. Finiremo per rinascere come pixel di uno schermo o come quel calzino spaiato che sparisce misteriosamente nella lavatrice, in attesa che si liberi un posto come mammifero.
Forse l'illuminazione spirituale non è altro che la consapevolezza che, in questa vita, è meglio non fare troppi programmi per la prossima: il pianeta è pieno e non accettano più prenotazioni.
Tratto dal Corso: Counseling Filosofico Spirituale
natyan
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