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PRODOTTI PER L’AUTOMEDICAZIONE? - natyan Studio Gayatri Monza

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(@natyan27)
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PRODOTTI PER L’AUTOMEDICAZIONE?

La paura della chimica, a volte giustificata e spesso no, crea bias cognitivi di notevole importanza poiché si finisce per credere a tutto ciò che è naturale come a qualcosa che realmente faccia bene, quando al massimo, non fa male, ma nulla più.

Nel suo libro: “Farmaci, Luci e Ombre” il Prof. Silvio Garattini, ricercatore al di sopra di ogni sospetto, perché non assoggettato ad interessi di partito o delle multinazionali del farmaco, ci espone con vivida chiarezza quali siano le problematiche relative all’industria farmacologica.

Risponde a molte domande, aiutandoci a capire quando e come porre una maggiore attenzione ai “farmaci” che ci vengono proposti, siano essi chimici o naturali.

Per brevità mi soffermo ora sulla cosiddetta nutraceutica ma vi assicuro che nel libro del Prof. Garattini vengono affrontati i problemi più spinosi. Vediamo insieme un estratto:

“… Come quella della cosiddetta «nutraceutica», ossia l'idea che specifiche sostanze presenti negli alimenti debbano considerarsi paragonabili ai farmaci. Se si cerca la parola «nutraceutica» su un qualsiasi motore di ricerca, tra i primi risultati che compaiono vedrete senz'altro quei siti che vendono integratori alimentari, da quelli che dicono di avere effetti antinvecchiamento, a quelli che agiscono come antinfiammatori, antiossidanti, detossificanti, neurostimolanti (nutrienti fondamentali, ci mancherebbe, tuttavia assimilabili per lo più naturalmente grazie a una dieta variegata ed equilibrata), il tutto al «modico» prezzo di 70 euro per il fabbisogno di un mese!”.

Non solo ci sono farmaci di fabbricazione chimica che potremmo evitare di assumere, ci dice Garattini, ma visto che tanto amiamo termini come “naturale, benessere, senza effetti collaterali, ecc.” finiamo per spendere miliardi di euro per tutti quei prodotti i quali, facendo parte dell’automedicazione, quindi con la possibilità di essere acquistati senza ricetta medica, vengono pubblicizzati ad ampio raggio, creando nella massa il bisogno di assumerli quando non ce ne sarebbe alcuna necessità.

Le multinazionali del farmaco stanno sfruttando alacremente la nostra ricerca di tutto ciò che è naturale, guadagnando in modo spropositato sulla nostra convinzione che racchiudendo la “natura” in una pillolina potremo avere grossi benefici quando invece i grossi benefici, e tutti economici, andranno solo a chi ce li vende.

In Italia doniamo alle multinazionali del farmaco circa tre miliardi all’anno per l’acquisto dei cosiddetti prodotti di automedicazione.

Tratto dal Corso: Counseling Filosofico – Diventa Consulente Filosofico

https://www.studiogayatri.com/master/pnf/pnf-diventa-consulente-filosofico/

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