Questa superstizione nasce dall’esigenza dei Master Reiki new-age di avere ulteriori adepti ai propri corsi.
Che cosa fanno esattamente?
Organizzano i cosiddetti Scambi Reiki, cioè incontri gratuiti dove tu possa praticare il Reiki pur non avendo preventivamente frequentato nessun corso.
Siccome, come già abbiamo visto, si dice che puoi fare un Trattamento Reiki a qualcun altro solo se hai ricevuto un’Iniziazione (il termine attivazione è errato e più avanti ne spiegherò le ragioni) passerebbero da incoerenti a farti praticare senza tale precauzione.
Al tempo stesso devono pubblicizzare il loro “prodotto” e permetterti di praticare diventa indispensabile affinché tu possa poi provare il desiderio di iscriverti ad un loro corso.
Come risolvono il problema?
Sostengono di darti un’attivazione che dura solo per il tempo necessario agli Scambi Reiki. Una volta terminato l'’incontro non avrai più l’energia che ti è stata donata, quindi non potrai più fare Reiki a nessun altro, fuori di lì, senza prima esserti iscritto al Corsi Reiki
Geniale anche questo ti pare?
Sarebbe come se io ti dicessi. Vieni a fare una lezione di Prova-Yoga da noi, però sappi che, una volta terminata la lezione di prova, non puoi praticare Yoga senza prima avere ricevuto un’Attivazione Yoga.
La logica ci dice che tutto questo è assurdo, non è vero?
E ora mi dilungo un po’ sulla questione; Attivazione o Iniziazione?
Sei un motorino spento? Hai bisogno di qualcuno che schiacci un bottone e ti faccia funzionare e che quindi ti attivi?
Direi di no, tu che ne pensi?
In Oriente si usa il termine Iniziazione e, per spiegarti che cosa sia, userò le parole di Lama Yesce, uno di quei personaggi che, a buon diritto, in qualità di Monaco Buddhista, si è guadagnato il merito di parlare di ciò che realmente ha studiato, sperimentato per anni, fin da bambino, e che quindi conosce:
“Ricevere un’iniziazione richiede più di una semplice partecipazione fisica (come andare in un particolare posto, in una particolare ora, per ricevere qualcosa che qualcun altro vi darà) è anche un’attiva partecipazione mentale. Dobbiamo avere l’abilità di lasciarci andare, permettendo all’esperienza di fluire, invece di essere tesi e pieni di apprensione. Perché, vedete, l’iniziazione è un metodo che ci guida verso un’esperienza di totalità che è un antidoto diretto alla nostra frammentaria, insoddisfatta, mente combattuta nel dualismo. Attraverso l’esperienza interiore della vera iniziazione vengono eliminati gli ostacoli alla realizzazione della totalità... non attraverso qualcosa che studiate ed ascoltate... ma con ciò che voi stessi effettivamente sperimentate.
Perché allora viene chiamata iniziazione? Perché è l’inizio dell’esperienza di meditazione, l’inizio che in qualche modo attiva la vostra concentrazione, la vostra penetrazione nella realtà di tutti i fenomeni. Grazie al potere di una tale iniziazione iniziate a fare uso della saggezza, dell’abilità e della grande apertura dell’amorevole gentilezza che già possedete. E’ come un risveglio di ciò che già esiste. E’ molto importante riconoscere che possedete già queste qualità di saggezza, abilità e compassione. E’ uno sbaglio pensare che qualcuno di noi ne sia privo. E’ un errore credere che attraverso l’iniziazione si ricevano qualità totalmente estranee a ciò che già esiste nella profondità della vostra mente. In ognuno di noi esiste già una sorgente illimitata di profonda saggezza e di grande amorevole gentilezza. Ciò che bisogna fare è sbloccare queste risorse e attivare questa potenziale energia per l’Illuminazione.
Perché un’iniziazione sia efficace, il maestro e il discepolo devono entrambi partecipare alla creazione dell’atmosfera adatta. Il guru ha la responsabilità di conferire l’iniziazione in modo da toccare profondamente la mente ed il cuore dei discepoli. I discepoli, dal canto loro, devono sapere generare un atteggiamento aperto e rilassato, e mantenere la mente in uno stato di ricettività. Se sono troppo attaccati agli oggetti dei sensi, o troppo concentrati egoisticamente su se stessi, non ci sarà spazio affinché le realizzazioni possano penetrare nella loro mente. Ma se si sono addestrati a sufficienza ad aprire il cuore verso l’altruismo, e verso una visione Unitaria delle cose, non sarà difficile aprire la mente alla profonda trasmissione della visione intuitiva interiore.
Quando guru e discepolo sono entrambi giustamente qualificati e in sintonia, l’iniziazione è pervasa dalla grande saggezza della beatitudine.
Inizialmente le esperienze provate durante l’iniziazione possono essere dovute a stati immaginativi. Ma non dovete rimanere delusi per questo. L’immaginazione, infatti, impianta buone predisposizioni nel vasto spazio della vostra coscienza. Esse sono come semi che alla fine matureranno nell’esperienza vera e propria dell’Illuminazione. E’ un processo naturale... e dovete sempre rimanere aperti, rilassati e soddisfatti... qualsiasi cosa vi accada”.
Anche se nel caso del Reiki si possa tranquillamente evitare di usare termini come Guru e Discepolo, direi che il paragone sia molto chiaro, semplice, limpido, coerente e lineare, giusto?
Tratto dal Corso Reiki ad Offerta Libera dello Studio Gayatri di Monza
Natyan
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