Prima di tutto dobbiamo farci alcune domande importantissime:
Che cosa sono esattamente i Chakra? Da dove ha origine questo nome? A cosa servono? Sono palpabili o impalpabili? Sono quindi materiali o sottili? Sono visibili o invisibili?
Chakra è un termine in lingua sanscrita e significa Ruota o Centro, quindi è di derivazione indiana, come tutto ciò che ha a che fare con il Reiki.
Se il termine è di derivazione indiana non possiamo affidarci a spiegazioni che abbiano un contesto fuori dalla radice, americano o giapponese che sia, ma dobbiamo risalire alla fonte originale, poiché il Dott. Mikao Usui, ideatore del Reiki, trasse i propri frutti dagli studi dei testi sacri dell’India.
Ora, tutti sappiamo che è ben diversa una spiegazione teologica data ad un bambino, rispetto alla teologia universitaria, giusto? Pur non avendo a che fare con una forma di religione, giacché il Reiki non può essere considerato come tale, questo paragone è utile perché esplica molto bene, metaforicamente, il concetto che segue.
Se devo spiegare qualcosa di difficile comprensione ad un bambino, non uso lo stesso linguaggio che uso parlando con un adulto.
In India, caro Amico, fanno la stessa cosa, ovviamente.
Descrivono i Chakra, ai bambini, come reali ruote o cerchi, o centri energetici, che si trovano in particolari punti del corpo umano e che corrispondono a funzioni e apparati del corpo fisico.
Se un bambino ha mal di stomaco, il genitore dirà: “Figliolo, hai Manipura Chakra in disordine, bisogna curarlo, ora ci pensa la tua mamma e vedrai che andrà tutto bene!”
In realtà, non esiste nessun Manipura Chakra bensì una zona sensibile del corpo umano che corrisponde all’apparato digestivo e, tale zona viene raffigurata simbolicamente di un certo colore, con una certa forma ecc. alla quale viene dato il nome di Manipura.
A te, che sei adulto, perciò, dirò: “Evidentemente c’è un’infiammazione dello stomaco, che si irradia in tutto il plesso solare, causata da stress e da cattiva alimentazione. Oltre a porre rimedio con una buona dieta, e questa sarà il tuo medico ad indicartela, io ti aiuterò a rilassare quella zona per eliminare le tensioni provocate dallo stress!”.
Fai conto che le zone maggiormente sensibili del corpo umano, secondo le filosofie orientali, sono sette, ma la mia domanda è: “Il Maestro Reiki può aprire o chiudere i Chakra che, in realtà, sono solo simboli rappresentativi di quelle zone?”
Sarebbe come dire che si possa arrivare in Olanda semplicemente guardando la cartina geografica che rappresenta l’Olanda stessa.
I Chakra sono visibili? Sono Palpabili? No, sono solo emozioni, movimenti energetici costanti (in contrazione o in espansione) e per nulla toccabili o visibili allo sguardo. Come potrei allora, io, Maestro Reiki, aprirli e infilarci dentro qualcosa?
Si sente spesso dire: “Hai il Chakra del cuore chiuso, ora te lo apro!”
Posso aprire un’emozione? Un sentimento? Un insieme di movimenti elettro-magnetici?
Non esiste nessun Chakra del cuore (Anahata Chakra) se non come idea simbolica e, oltretutto, mai potrebbe essere chiuso in nessun essere vivente, altrimenti sarebbe un cadavere, giacché un cuore che non batte più, che è fermo, chiuso, è il cuore di un defunto.
Il rito dell’Iniziazione, perciò, è solo simbolico, non viene aperto nulla e non viene inserito nulla.
Vediamo qualcosa di storico in merito alla cosiddetta apertura dei canali.
In India, ogni dodici anni, si celebra una grande festa sacra chiamata Maha Kumb Mela, sulla quale non mi dilungherò in particolari, ma che ti servirà a ben comprendere come sia del tutto sciocco parlare di un’apertura dei Chakra che avverrebbe in un solo week-end di Reiki.
Ricordati di considerare che siamo alla fonte, alla radice, nel paese dove quel termine, Chakra, appunto, è nato e si è sviluppato.
Perché mai una festa ogni dodici anni?
Perché mai in un luogo dove confluiscono tre fiumi denominati Gange, Yamuna e Saraswati?
Semplicemente perché si ritiene che, per ottenere la famosa e simbolica apertura dei Chakra occorra praticare, per almeno un minimo di dodici anni, un duro ascetismo, ritirati nelle caverne, oppure in una grotta sotterranea, in un monastero, sull’Himalaya o in una foresta.
Il luogo scelto per festeggiare si trova nel punto esatto di convergenza dei tre fiumi più sopra menzionati perché essi rappresentano le tre correnti energetiche che scorrono lungo la nostra colonna vertebrale, e che vengono denominate Ida, Pingala e Sushumna.
Si sostiene che, quando riusciamo a far convergere queste tre correnti vertebrali, in un unico punto, situato al centro delle nostre sopracciglia, e con la massima potenza, possiamo ottenere la facoltà di utilizzare, integralmente, tutte le risorse energetiche corporee e psichiche, e tale opportunità viene chiamata Apertura dei Chakra.
Ora ti appare maggiormente comprensibile che, usando un po’ di logica e volendo rimanere ancorati agli insegnamenti originali d’Oriente, risulta del tutto impossibile che qualcuno ci possa aprire i Chakra in un week-end, senza che noi si faccia il benché minimo sforzo ascetico, e con uno sconto della bellezza di dodici anni?
Tieni conto che, tra le pratiche ascetiche, avremmo dovuto ottemperare anche a quella che viene chiamata in sanscrito Brahmacharya, cioè la pratica della castità sessuale.
Approfittandosi quindi della nostra ignoranza in materia, i guru new-age ci propongono un’apertura dei canali in soli due giorni al modico prezzo di…!
Geniale non è vero?
Ritorniamo perciò con i piedi ben piantati a terra.
Semplicemente, coloro che si avvicinano al Reiki, desiderano trovare un po’ di Pace, mentale o fisica che sia, e si aspettano un supporto, un aiuto per migliorare la propria condizione corporea e i propri stati d’animo quotidiani.
Le Iniziazioni Reiki, perciò, sono dei semplici Riti Simbolici Romantici, belli e piacevoli da vivere in gruppo, che aiutano ad alleggerire il Cuore, a risvegliare sentimenti ed emozioni che spesso soffochiamo per via della fretta, dei tanti doveri o delle numerose preoccupazioni.
Colui che dà l’Iniziazione non apre nulla e non inserisce nulla, semplicemente funge da Amico consolatorio e rassicurante, come per dire, ti sono vicino, ti aiuto ad abbandonarti un po’, ti porgo le mie mani in segno di solidarietà e comprensione.
Tutte le altre spiegazioni servono solo per alimentare eccitazione esoterica, curiosità per i mondi sovrasensibili e giustificare gli alti costi, i quali, con spiegazioni semplici come quelle che hai appena letto, non sarebbero affatto giustificabili.
Chi diffonde il Reiki con intenti sinceri non ha alcun interesse ad infarcirlo con teorie psichedeliche per impressionare la gente e alzare, così, il costo dei corsi.
Tratto dal Corso Reiki ad Offerta Libera dello Studio Gayatri di Monza
Natyan
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