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RINASCITA O RIMORTE? - natyan Studio Gayatri Monza

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(@surya)
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RINASCITA O RIMORTE?

Reincarnazione: la stiamo capendo al contrario?

In Occidente usiamo spesso il termine reincarnazione come sinonimo di curiosità o speranza: ci piace pensare di essere stati principi o guerrieri, o speriamo in una "prossima vita" per fare meglio quello che non siamo riusciti a fare oggi.

Per noi, è quasi un'estensione dell'ego, infatti viene anche usato come strategia di seduzione: “sento che io e te ci siamo già incontrati in una vita precedente!”.

Per le tradizioni orientali, dove questo concetto è nato, la prospettiva è ribaltata.

La reincarnazione non è un premio, è un ciclo di prigionia (Samsara).

Non si rinasce per collezionare esperienze, ma perché non si è ancora stati capaci di liberarsi dai desideri e dai pesi del Karma (altro termine abusato e male interpretato in occidente).

Mentre noi cerchiamo di aggiungere vite al nostro curriculum, i saggi d’Oriente hanno passato millenni a cercare il modo di fermare la ruota e trovare finalmente la pace.

C’è un abisso tra la nostra idea di "ritorno" e il concetto spirituale di "liberazione".

Ecco le differenze che (forse) non conoscevi.

 

Induismo (Samsara): È la visione più nota. L’anima (Atman) trasmigra di corpo in corpo in base al Karma (le azioni passate). L'obiettivo finale è il Moksha, ovvero la liberazione dal ciclo delle rinascite per unirsi all'assoluto.

Buddismo: Qui c'è una differenza sottile ma fondamentale. Non esiste un "io" o un'anima immutabile che si sposta. Si parla di un flusso di coscienza o energia che si manifesta in una nuova vita. Immagina di essere una candela che prima di spegnersi accende un’altra candela. Chi si reincarna? La prima candela? No, non sei più tu, con il tuo “io” ad assumere una nuova vita. Il traguardo è il Nirvana, lo spegnimento dei desideri che causano la sofferenza.

Giaismo: Molto radicale. Ogni essere vivente (anche insetti o piante) ha un'anima. La reincarnazione è vista come un peso materiale che "appesantisce" l'anima; solo la non-violenza assoluta (Ahimsa) permette di liberarsi ed è previsto che tu ti possa reincarnare anche in un insetto.

Sikhismo: Crede nel ciclo delle rinascite influenzato dal karma, ma sottolinea che la forma umana è un'occasione preziosa e rara per connettersi con Dio e interrompere il giro.

Religioni Abramitiche (Ebraismo, Cristianesimo, Islam): In genere non la prevedono, preferendo l'idea di una vita singola seguita dal giudizio. Tuttavia, esistono correnti mistiche come la Kabbalah ebraica (Gilgul) che ammettono la reincarnazione come processo di riparazione dell'anima.

Tradizioni Greche (Orfismo e Platonismo): Anticamente la chiamavano Metempsicosi. Credevano che l'anima fosse prigioniera del corpo e dovesse purificarsi attraverso varie vite per tornare al mondo divino. 

L’Ego contro il Distacco: due modi opposti di rinascere

Il vero cortocircuito tra Oriente e Occidente sta nel protagonista della storia.

In Occidente, il nostro approccio alla reincarnazione è profondamente legato all'Ego: vogliamo credere che la nostra personalità, i nostri ricordi e i nostri amori sopravvivano al tempo.

Cerchiamo conferme di chi "eravamo" per dare più valore a chi "siamo" oggi.

È un tentativo di rendere l'anima immortale senza rinunciare all'identità.

In Oriente, invece, l’obiettivo è il Distacco.

La reincarnazione è la prova che siamo ancora troppo attaccati alle illusioni del mondo.

Il traguardo non è accumulare altre esistenze, ma "svuotarsi", superare l'attaccamento all'Io e sciogliersi finalmente nell'Universale.

Mentre noi cerchiamo di ritrovare noi stessi tra una vita e l'altra, loro cercano il modo per lasciarsi andare definitivamente.

Tratto dal Corso: Counseling Filosofico Spirituale

natyan

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