Varie

Senza la tolleranza del lutto e della morte non possiamo vivere

Perché la verità è che quando perdiamo qualcuno, la favola della fuga dal dolore crolla all’istante. Non scappiamo affatto.

Restiamo lì, inchiodati alla mancanza, con un attaccamento che diventa quasi feroce.

Ci aggrappiamo a un maglione, a un’inflessione della voce che sfuma nella memoria, a quel vizio che ci faceva arrabbiare e che ora pagheremmo oro per riavere indietro.

Continuiamo a desiderare quella persona con un’ostinazione che rasenta la follia, pretendendo che il passato ritorni, anche se sappiamo che la realtà non farà sconti.

Tollerare la morte non ha nulla a che fare con la guarigione, con il superamento o con la ricerca consolatoria di un senso.

Significa accettare la condanna di un desiderio che continuerà a bruciare senza avere mai più una risposta.

È la fatica disumana di dover svegliarsi ogni mattina, rifare i gesti di sempre e trascinarsi in mezzo alla gente, sapendo che da quel giorno in poi si camminerà nel mondo con gli occhi pieni di qualcuno che non c’è più.

Tratto dai Corsi Reiki ad Offerta Libera e Counseling Filosofico

natyan

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